Gli anni Settanta e Ottanta

A partire dagli anni Settanta ha inizio il processo che condurrà alla terziarizzazione: la terza fase dell'economia goriziana. È il settore commerciale prima, e quello della Pubblica Amministrazione poi, a recuperare principalmente le risorse umane espulse dal processo produttivo. Nel corso degli anni Settanta si assiste, nel settore commerciale, ad una crescita dei punti vendita del 20% e degli occupati del 30%. Il commercio dava lavoro a 1 cittadino su 4 a Gorizia.

Ancora più ampia è la crescita degli occupati nel settore dei servizi pubblici e privati: dai 435 addetti del '71 si giunge a 5.555 del 1981. Aumenta anche l'apporto del settore dei trasporti, del credito e delle assicurazioni, mentre più contenuta è la crescita del settore delle costruzioni.

Mentre Gorizia accentuava la sua caratteristica di città sempre più orientata al terziario, l'economia del territorio provinciale dipendeva ancora dal settore manifatturiero (30% del totale occupati nel 1981), grazie alla vocazione cantieristica di Monfalcone.Anche la presenza di imprese artigiane era più consistente rispetto al capoluogo; la percentuale relativa al commercio era pressoché identica, mentre minore il dato della Pubblica Amministrazione (23%).

In termini occupazionali l'agricoltura assumeva una minore importanza progressiva: nel 1981 le 317 imprese della provincia (4% del totale) occupavano meno di 1.000 addetti (1.8%).

In termini di Prodotto Interno Lordo al costo dei fattori, che rappresenta il complesso di beni e servizi prodotti nella provincia, i dati relativi all'81 evidenziano che il peso dell'agricoltura è pari al 2.8%, quello dell'industria e costruzioni pari al 35%, mentre il sistema dei servizi produce il 42% della ricchezza provinciale.

Nell'ambito del settore dei servizi è il comparto commerciale ad avere la maggiore rilevanza (43.4%), i trasporti incidono per il 17% e il credito per l'8%. Gli altri servizi (consistenza delle abitazioni, spese per spettacoli, manifestazioni culturali, per la cura della salute, ecc.) raggiungevano la ragguardevole quota del 31%.

È nel corso degli anni Ottanta che l'economia della provincia di Gorizia si dimostra più dinamica nel contesto regionale: la sommatoria dei tassi di crescita annui del P.I.L. assegna a Gorizia il primato regionale. Anche a livello nazionale tale dinamicità è evidente: nella graduatoria in base al prodotto medio pro capite, Gorizia passa dal 39° posto del 1980 al 16° del '90 (dopo la provincia di Roma, si tratta della migliore performance a livello nazionale.


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