Il biennio 1951-1971

Gli anni Cinquanta I dati del censimento del 1951 (che non comprendono quelli dell'agricoltura) registravano nella provincia di Gorizia 4.356 imprese, di cui 1.576 nel capoluogo (36%). Le imprese manifatturiere erano 1.335 con una forza lavoro di 18.000 addetti. La maggiore capacità occupazionale veniva espressa dalle imprese meccaniche (10.395 addetti) e tessili (3.582 addetti). Il settore delle costruzioni e dei trasporti era ciascuno costituito da oltre un centinaio di imprese, che nel complesso davano lavoro a più di 2.500 persone. Una notevole fonte occupazionale proveniva dal settore commerciale, che era costituito da 2.490 imprese (57% del totale), i cui impiegati erano quasi seimila.

Gli occupati del capoluogo, circa 10.000, rappresentavano il 35% della forza lavoro complessiva. All'epoca la categoria prevalente d'impresa era quella commerciale (58%), seguita da quella manifatturiera (31%) che in termini occupazionali offriva le maggiori opportunità d'impiego (5.481 addetti, pari al 55%) e, in particolare, l'industria tessile (2.649 addetti, pari al 27% del totale). L'apporto del commercio contava 2.400 addetti e quasi lo stesso numero era raggiunto congiuntamente dal settore dei trasporti e delle costruzioni.

L'analisi dei trend di sviluppo dei diversi settori produttivi e delle diverse branche che li costituiscono è un indicatore significativo di dinamicità dell'economia goriziana. Nel 1961 il numero delle imprese produttive insediate a Gorizia cresce del 18%. Un cero rallentamento si avverte negli anni Sessanta (+6.8%), mentre negli anni Settanta la crescita si fa più consistente (+13.6%). Nel 1981 le imprese che agivano a Gorizia erano 2.268 (28%) del totale provinciale, e 1/3 di queste erano artigiane.

Dal punto di vista occupazionale dal 1951 al 1981 si registra la crescita del numero di addetti del 66%. Questo trend non è tuttavia lineare, in quanto ad una flessione degli occupati nel periodo '61-'71 (-7.6%) si accompagna una buona crescita nel decennio successivo (+35%). Tale differenza è particolarmente importante per comprendere le trasformazioni avvenute nell'economia del capoluogo. Negli anni Sessanta giungeva infatti a maturazione il processo di industrializzazione, che aveva i suoi pilastri nelle costruzioni meccaniche (Safog) e soprattutto nell'industria tessile (Cotonificio Triestino). Mentre tra il '51 e il'61 l'industria manifatturiera aveva aumentato i propri addetti di circa il 30%, nel '71 da questo stesso settore erano stati espulsi più di 1.000 lavoratori. Negli anni sessanta l'industria manifatturiera occupava oltre il 50% dell'intera popolazione lavorativa di Gorizia, ma nel corso degli anni questo dato si ridurrà drasticamente fino a raggiungere il 20% nel 1981 a causa del ridimensionamento dell'industria tessile.


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