Agenda per ricerche che verifichino la
possibile unitarietà
di due micro-regioni a cavallo del confine italo-sloveno
Prof. Alberto Gasparini
1. Premessa
Il Collio è una micro-regione che
nonostante tutto è segnata, e vive, una propria unitarietà. Con questo scritto vogliamo
verificare la consistenza degli scenari basati su questo assunto, e quindi intendiamo
esplorare le possibilità di vivere tale unitarietà in termini attivi e perciò
costruttivi.
2. Il Collio: un'unitarietà di fondo e
delle diversità dominabili
Dire Collio significa dire:
(1) vino, vigneti, coltivatori indipendenti,
(2) un'area abitata da gente molto omogenea
- per cultura (della campagna, della piccola impresa, del paese e delle tradizioni paesane, dell'interesse per la famiglia e per il singolo, dell'achievement individuale,
- per struttura produttiva e per risorse naturali,
- per classi sociali a carattere rurale e molto meno urbano,
- per articolazione in insediamenti piccoli e medi (Cormons, Dobrovo, Casteldobra e gli altri più piccoli),
- per la tradizione di sentirsi un'unica popolazione e a frequentarsi,
- per assenza di professioni squisitamente urbane o statali,
- per la dolcezza del paesaggio e della sua superabilità.
(3) una regione piccola ma economicamente forte
- per la qualità dei prodotti sempre, e
- di volta in volta, per i mercati che ha servito, più redditizi se nordici (austriaci e tedeschi) ma buoni anche se meridionali (d'Italia o di altre zone),
ma anche
(4) una zona innaturalmente percorsa da un confine, che ha fatto riversare la parte italiana sui servizi rari di Gorizia e la parte slovena sui servizi rari di Nova Gorica
e tuttavia
(5) un confine che non mette insieme condizioni sociali e culturali ed etniche differenti come capita nelle città, elemento della complessità.
Ciò che succede in questa zona è invece che, al di là della lingua parlata, ciò che sintetizza e unisce è "l'uomo del Collio": e cioè una specificità che si è formata ed ha acquisito una propria identità nella nicchia chiamata Collio.
Se tutto ciò è vero, allora significa che il confine non è riuscito che essere un confine debole, anche negli anni più bui della contrapposizione ideologica.
Del resto si sa che il confine nelle campagne, proprio perché divide gente omogenea, non può impedire sinergie, che nel caso del Collio si sono espresse nei modi seguenti:
- in campo agricolo permanenza di proprietà terriere incrociate tra coltivatori dei due Paesi; vi sono, poi, alcuni operatori del settore primario che lavorano terreni in affitto posti oltre confine;
- il mercato del lavoro locale con una considerevole presenza di manodopera slovena impegnata in attività di vario genere (agricoltura, piccole industrie, edilizia, servizi vari, ecc.); nei due sensi: di consumatori che trovano convenienza nell'acquisto di certi prodotti e servizi; a livello di commercio all'ingrosso con l'utilizzo del Conto autonomo di compensazione, lo strumento che regola ed agevola le esportazioni e le importazioni con le finitime zone slovene:
- relativa facilità di passaggio da una zona all'altra e l'attrattiva paesaggistica esercitata dalle due aree, hanno contribuito alla crescita della mobilità turistica di breve-media durata che trova nei locali caratteristici e nelle iniziative culturali e ricreative un riferimento ormai tradizionale.
A ciò dobbiamo aggiungere pure che il confine debole, derivato dall'omogeneità della cultura della popolazione di qua e di là del confine, non è solo una valenza di società tradizionale, ma è esso stesso una realtà, il confine debole, vissuta nella condizione attuale dell'uomo moderno, poiché questo vive continuamente confini dai quali passa dall'uno all'altro, per effetto delle pluri-appartenenze a comunità e ad associazioni (l'entrare e l'uscire).
In altri termini nella gente del Collio il confine debole, anche se politico e quindi potenzialmente forte, è tale in quanto a elementi tradizionali si associano in maniera congruente anche elementi moderni dell'uomo moderno.
Il problema che ci si pone è quello di rendere tale confine sempre più debole, e cioè di tendere a realizzare una integrazione differenziata tra settori (economico, associativo, culturale, sportivo, ecc.), di qua e di là del confine.
Vi sono, io credo, alcune vie che possono essere privilegiate per avere tale integrazione differenziata, e consistono:
1) nel limitare il dispendio di risorse, mettendo in comune certi servizi, per la sanità, l'economia vinicola, il terziario avanzato,
2) nell'attrarre risorse dall'esterno, poiché proprio lo sforzo congiunto può essere più efficace nei risultati del singolo impegno.
In questa logica di indebolimento del confine, affinché diventi sempre più amministrativo che politico in senso stretto, oltre che pensare a eventuali status speciali a livello europeo per le aree di confine che esprimano una vocazione naturale alla cooperazione, è necessario:
- prevedere un'attività di ricerca e progettazione per lo sviluppo di nuove iniziative di natura inter-settoriale che favoriscano la crescita della cooperazione socio-economica tra il Collio italiano ed il Collio sloveno. Tale attività deve articolarsi in diverse fasi che comprendano, tra l'altro:
. uno studio di fattibilità del progetto implicante, soprattutto, l'attivazione di contatti con enti ed istituzioni preposte al governo delle due aree confinarie,
. la stesura articolata del progetto con l'indicazione delle possibili iniziative di coordinamento, la progettazione delle agenzie per l'organizzazione delle risorse, l'individuazione dei soggetti preposti a gestirle (Isig 1988: 215);
- affidarci alla creatività dei singoli;
- ma progettare anche dei supporti volti a (1) creare un clima e un contesto, (2) indicare cosa succede perseguendo vie certe, (3) realizzare strumenti operativi adeguati al raggiungimento degli obiettivi.
Per queste vie il confine può diventare
sempre più ininfluente per la costituzione di sinergie tra le due parti di una mela, o se
vogliamo per la ricostituzione in un'unica realtà le due facce della luna, per cui ciò
che appare è anche specchio di ciò che non si vede.
3. Percorsi metodologici per realizzare
unitarietà a integrazione differenziata
Dalla chiave di lettura che si è venuta a sviluppare nasce la necessità di individuare dei percorsi metodologici e delle attività concrete che realizzino l'unitarietà a integrazione differenziata di cui si è già considerato.
Il percorso metodologico principale è quello seguito per individuare e descrivere degli scenari delle situazioni che possono crearsi per effetto di mutamenti nelle differenti variabili che prendiamo in considerazione. Ciò significa che dobbiamo:
1) considerare le variabili principali che possono influenzare lo scenario,
2) considerare le relazioni tra queste variabili,
3) attribuire dei pesi sia alle variabili che alle relazioni reciproche,
4) costruire il modello operativo che permetta di produrre una famiglia di scenari, enfatizzanti in gradi differenti l' "unitarietà a integrazione differenziata del Collio".
Nel modello sono da includere: 1) le macro-variabili (cioè variabili molto generali e composite) che influenzano gli scenari possibili: 2) la dominabilità di ognuna di esse da parte di coloro che aspirano a produrre unitarietà (alta = ++; neutra = +-); 3) le direzioni principali delle relazioni e la loro incisività sullo scenario ("Unitarietà a integrazione differenziata del Collio); 4) il legame con l'esterno di ognuna delle variabili. Dal movimento di ognuna di queste variabili, da sola e in combinazione con le altre del modello, potrà derivare il funzionamento del modello e quindi il risultato, che nel nostro caso è lo scenario, o meglio sono gli scenari molteplici.
Come detto ogni variabile è fascio di più specifiche variabili, ognuna delle quali si presenta sotto la forma di analisi, ricerca, intervento per porre in essere una situazione o per coordinare elementi già esistenti.
Cerchiamo, ora, di individuare alcune di queste forme operative che hanno la capacità di:
1) influenzare la singola macro-variabile,
2) attivare altre attività in altre macro-variabili, e quindi
3) influenzare secondo l'ipotesi voluta la
realtà del Collio secondo lo scenario preconizzato (Unitarietà a integrazione
differenziata).
1) Macro-variabile CULTURA
Sulla cultura possiamo agire nei seguenti ambiti e attraverso le seguenti attività:
a) Esplicitazione dei contenuti della cultura del Collio
Strumenti operativi:
- svolgere interviste in profondità a opinion leaders e a "figure sociali tipiche" del Collio,
- svolgere un sondaggio su un campione abbastanza ampio di abitanti del Collio,
- discutere con la gente, le organizzazioni e le istituzioni i risultati delle indagini precedenti,
- favorire la elaborazione di tesi universitarie sull'argomento.
b) Progettazione degli strumenti per rafforzare i contenuti della cultura del Collio
Strumenti operativi:
- progettare organizzazioni con tali contenuti,
- progettare manifestazioni con tali contenuti,
- enfatizzare relazioni tra organizzazioni e manifestazioni tra le due parti del Collio (ad esempio: il parco storico del Sabotino)
c) Enfasi sulla diffusione degli
strumenti operativi individuati in parallelo nelle due parti del Collio
2) Macro-variabile ECONOMIA
Sull'economia possiamo agire nei seguenti ambiti e attraverso le seguenti attività:
a) Descrizione della situazione economica nelle aree italiana e slovena:
Strumenti operativi:
- rilevazioni documentarie sui tipi di aziende nei differenti settori produttivi e sulle organizzazioni relative,
- interviste in profondità per definire la cultura del lavoro esistente e le aspettative per l'integrazione;
b) Progettazione delle linee di integrazione economica e degli strumenti per realizzarla
Strumenti operativi:
- progettare collaborazione/competizione controllata attraverso azioni di sensibilizzazione (incontri, conferenze, programmi di feste vinicole, ricorso ai mass media, ecc.) e creazione di uffici, segmenti di organizzazioni esistenti che attivino il senso dell'importanza della collaborazione/competizione controllata,
- progettare le forme e le modalità di agriturismo, e la sua connessione ad ambiti turistici molto più ampi, compresi tra Lignano, Grado, Tarvisio, Lubiana, ecc.
- progettare strutture e organizzazioni di supporto per l'integrazione interna e l'espansione economica verso l'esterno,
- progettare scenari possibili, probabili e auspicabili in campo economico per il Collio,
- progettare lo sviluppo integrato della
zona in relazione allo sviluppo di Italia, Slovenia e paesi dell'Europa centrale.
3) Macro-variabile TERRITORIO
Il territorio del Collio necessita di una conoscenza ed eventualmente di una progettazione per enfatizzare l'unitarietà. Ciò può avvenire attraverso le seguenti attività:
a) Descrizione della realtà
Strumenti operativi:
- analisi del territorio delle due parti del Collio,
- ricognizione dello stato della pianificazione urbanistica;
b) Progettazione delle sinergie per l'integrazione differenziata delle parti del Collio
Strumenti operativi:
- verificare lo stato delle infrastrutture per la collaborazione indicata,
- simulare le conseguenze degli interventi sul territorio a breve, medio e lungo periodo per l'obiettivo generale,
- porre in essere politiche di salvaguardia dell'ambiente e del controllo dell'ambiente antropizzato (es.: il Versa),
- favorire un'integrazione tra economia e organizzazione del territorio al fine di accentuare i benefici delle sinergie economiche (es.: simulare i benefici di "strade del vino"),
- favorire un'integrazione tra cultura e organizzazione del territorio, con ad esempio la progettazione di un parco storico del Sabotino o un mix di valorizzazione di elementi storico-religiosi, vino e agricoltura,
- sviluppare di conseguenza progetti
integrati a livello delle due parti del Collio.
4) Macro-variabile ISTITUZIONALE
Tale variabile comprende le relazioni tra le istituzioni delle due parti del Collio, e in primo luogo tra i comuni.
Strumenti operativi per supportare la cooperazione:
- formare commissioni miste tra comuni delle due parti del Collio,
- formare uffici per funzioni specifiche in apposite parti organizzative delle istituzioni,
- orientare in questa direzione i rapporti tra comuni, provincia, regione, consorzi, di cui fa parte ognuna delle parti del Collio,
- connettere i problemi istituzionali con
l'idea di una micro-regione, che fa parte di una più ampia e inter-nazionale
macro-regione. Una simulazione delle conseguenze di una tale autonomia all'interno dei
rapporti tra le altre istituzioni pubbliche fornirà elementi operativi per capire le
possibilità di realizzazione della integrazione transconfinaria detta sopra.
5) Macro-variabile POLITICA
Nella variabile "Politica" raccogliamo tutti quegli elementi connessi in un modo o nell'altro ai rapporti tra Italia e Slovenia, ma che hanno come oggetto la gestione del confine, come linea che filtra le relazioni tra le due parti del Collio, sia in relazione dei traffici di cittadini autoctoni che di cittadini che provengono da parti più lontane dei due paesi se non da paesi terzi. Tale distinzione è importante realizzare, in quanto gli interessi e le regioni dei due tipi di utenti di tale linea di selezione (frontiera) convivono e svolgono funzioni molto diverse e complementari a livello di vita quotidiana, culturale, economica, di tempo libero.
Gli strumenti operativi per affrontare tale variabili debbono quindi comprendere:
- la descrizione e l'analisi della natura del confine,
- il significato e le azioni per il controllo del confine,
- il rapporto tra le forze di polizia e il controllo del confine,
- il significato e le azioni per il confine in rapporto alle relazioni tra Roma e Lubiana,
- l'analisi e la comparazione del rapporto
del Collio con le altre aree di confine di Europa e in primo luogo dell'Alpe Adria.
4. In conclusione
"Il Collio per una sintesi di diversità" è un progetto di sinergie istituzionali e territoriali, ma prima ancora sociali, culturali ed economiche, che possono sperimentarsi e realizzarsi a un qualche grado e con enfasi differenziate in una micro-regione chiamata Collio.
Nella discussione della "filosofia" e degli scenari che possono derivare dall'elaborazione del modello che persegue l' "unitarietà a integrazione differenziata del Collio" abbiamo individuato le macro-variabili e all'interno di queste gli strumenti operativi per metterle in moto.
Ora, a conclusione della proposta elaborata vorremmo ulteriormente ribadire le seguenti due "avvertenze" sul funzionamento del Modello per quella che abbiamo indicato come "unitarietà a integrazione differenziata del Collio":
(1) le sei macro-variabili hanno peso e capacità di influenza diversa sulla formazione della detta unitarietà, nel senso che le variabili maggiormente dominabili saranno quelle culturali, sociali ed economiche; mentre quelle a media dominabilità potranno essere le altre, e in particolare la variabile politica presenta maggiori difficoltà di controllabilità, in quanto più legata agli ambiti macro-statuali delle politiche nazionali. La conseguenza di tutto ciò potrà essere l'integrazione differenziata;
(2) la coazione tra le sei macro-variabili
può produrre effetti moltiplicatori delle conseguenze positive o negative sull'obiettivo
della unitarietà del Collio. Ciò significa che azioni culturali comuni produrranno
rinforzi anche sui risultati delle azioni economiche e sociali, e viceversa. L'unitarietà
del Collio dunque potrà essere il risultato anche di questi surplus di
interferenze incrociate e iniziative sovrapposte e quindi coordinate al raggiungimento del
medesimo obiettivo.
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
ISIG (cur) (1988), Secondo Piano
Pluriennale di sviluppo economico e sociale del territorio della Comunità Montana del
Collio (1988-1992), Comunità Montana del Collio, Cormons.
Il documento è stato elaborato e
distribuito ai comuni del Collio italiano e sloveno nell'ottobre 1995
Appendice
ASPETTI TECNICI DEL PROGETTO INTEGRATO
1. Natura dello strumento
Progetto Struttura (Master Plan) a
orientamento intersettoriale
2. Finalità generali
Progettazione di linee di azione per una
ulteriore valorizzazione socio-economica della micro-regione del Collio, attraverso il
potenziamento di attività locali e l'allargamento dell'interscambio tra le aree
confinarie, con conseguente razionalizzazione nell'uso delle risorse esistenti ed
attrazione di investimenti e nuove risorse dall'esterno.
3. Obiettivi
1. individuazione di percorsi innovativi per uno sviluppo economicamente, ambientalmente e socialmente sostenibile delle attività localizzate nel territorio del Collio italiano;
2. programmazione di forme di integrazione differenziata tra settori diversi della fascia confinaria (ecomico, associativo, culturale, ricreativo, sportivo, ecc.);
3. progettazione preliminare di interventi
di trasformazione del territorio appartenente alla fascia confinaria, limitatamente alla
parte italiana, ritenuti strategici per la crescita della cooperazione socio-economica.
4. Strumenti collegati
- piano triennale di sviluppo della Regione Friuli-Venezia Giulia
- piano pluriennale di sviluppo economico e sociale del territorio della Comunità montana del Collio
- Piani regolatori generali dei sette
comuni appartenenti alla fascia confinaria.
5. Soggetti pubblici interessati
- Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia
- provincia di Gorizia
- Camera di commercio di Gorizia
- Comunità montana del Collio
- comuni appartenenti alla fascia
confinaria
6. Soggetti privati interessati
- imprenditori agricoli, in particolare del settore vitivinicolo
- imprenditori agrituristici, ristoratori e albergatori
- artigiani, imprenditori della piccola e media industria e del terziario
- istituti bancari
- associazioni culturali, sportive, ecc.
7. Settori esaminati
Il percorso metodologico che porta al
raggiungimento degli obiettivi indicati richiede lo studio degli scenari entro i quali si
andrà a delineare il futuro dell'area oggetto di studio. Ciò comporta l'esame articolato
della natura, della consistenza e delle interazioni dei seguenti settori (macro-variabili)
principali:
CULTURA ECONOMIA TERRITORIO ISTITUZIONI
POLITICA
8. Metodologia operativa (vedi
percorsi metodologici sopra presentati)
9. Supporti tecnici
Archiviazione dei dati
L'archiviazione informatica dei dati, alfanumerici e cartografici verrà effettuata mediante:
- creazione di banche dati alfanumerici
- creazione di un archivio cartografico
- creazione di un Sistema informativo territoriale (Sit) per il collegamento dinamico tra i dati alfanumerici e i supporti cartografici (carte tematiche).
Silumazioni
Per ognuno degli interventi previsti, appartenenti ai diversi settori, andrà effettuata una simulazione degli effetti sul territorio fisico e sulla realtà socio-economica, attraverso valutazioni di impatto ambientale e analisi costi-benefici; detta simulazione andrà condotta tenendo in considerazione che i settori considerati hanno diverso peso e diversa capacità di reciproca influenza e che la interrelazione tra esse potrà produrre effetti moltiplicatori delle conseguenze sull'obiettivo finale.
Scenari
Verranno costruiti scenari possibili,
probabili e auspicabili secondo un modello formato da macrovariabili, a differenti pesi e
interrelazioni tra di esse.
10. Competenze coinvolte nel progetto
Il progetto integrato, per sua natura, richiede l'attivazione di competenze interdisciplinari che andranno a costruire un gruppo di lavoro composto, oltre che da un coordinatore generale, da esperti delle seguenti tematiche:
- economia;
- sociologia (cultura, istituzioni, politica);
- legislazione internazionale;
- territorio (aspetti ambientali, paesaggistici, urbanistici, ecc.);
- territorio (aspetti edilizi, infrastrutturali, ecc.);
- progettazione degli interventi di trasformazione fisica del territorio;
- rilevazione dati, creazione di archivi magnetici, attivazione del Sit;
- collegamento con la realtà slovena;
- idrogeologia;
- agronomia e pedologia;
- scienze forestali;
- scienze naturali.
11. Organizzazione del lavoro e responsabilità
Il coordinamento e la responsabilità del progetto sono affidati all'Istituto di sociologia internazionale di Gorizia.
Nel gruppo di lavoro, scelto ed organizzato
dall'Isig, saranno presenti soggetti professionali quali il sociologo, l'economista, il
pianificatore, l'urbanistica, l'informatico, il giurista internazionale e così via.
12. Tempi di realizzazione del progetto
Data la complessità delle attività
connesse allo svolgimento del progetto integrato, il gruppo di lavoro dovrà operare per
non meno di 18 mesi.
13. Fonti di finanziamento
Accordi di Programma Regione Friuli-Venezia Giulia - provincia di Gorizia - Gestione fondo Gorizia della Cciaa.
Bilancio Comunità montana del Collio.
Estratto da:
ISIG MAGAZINE n.3-4/96
Le minoranze etniche e le ragioni di un osservatorio
I.S.I.G.