GORIZIA-NOVA GORICA: LINEE DI PROGETTAZIONE DI UNA COMUNITÀ "VIRTUALE"

LUCA BREGANTINI
Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia (Isig)
MORENO ZAGO
Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia (Isig)

La crescente internazionalizzazione dell'economia ed il consolidamento della civiltà dell'informazione configurano un sistema governato da una rete di comunicazioni dirette da e verso nodi attrezzati per la ricezione e la diffusione di simboli materiali e immateriali. Queste centralità nella regolazione dei flussi sono rappresentati in primo luogo dalle città e vedono, nell'infrastruttura telematica e ciberspaziale, una sempre nuova occasione per rafforzare il loro ruolo di controllo e governo del territorio. Nel caso specifico di aree confinanti gemellate da una continuità storica e territoriale come Gorizia Nova-Gorica, il network telematico rivestirebbe un ruolo fondamentale nell'attivazione dei processi di integrazione sistemica tra le due realtà urbane. Le reti telematiche possono, infatti, contribuire ad incoraggiare un insieme, teoricamente infinito, di attività di pubblica utilità, quali l'allestimento di un sistema informativo comune attraverso il quale produrre uno scambio veloce di informazioni relative alla gestione dei fenomeni territoriali di ordinaria amministrazione o la gestione di eventi straordinari come le emergenze di massa. Il ciberspazio, inoltre, potrebbe costituire un fondamentale veicolo nella comunicazione interpersonale fra soggetti appartenenti a comunità diverse, e spesso reciprocamente sconosciute, nonché un'occasione per la riduzione di quelle immagini stereotipate che spesso stanno alla base dell'incomprensione e forniscono legittimazione alla violenza interetnica. Sotto il profilo delle relazioni interpersonali, l'obiettivo finale è quello comunque di fornire all'utente dei mondi virtuali l'occasione di moltiplicare le occasioni di incontro e di dialogo anche nel mondo reale.
Questa premessa ci porta ad analizzare l'aspetto della rete telematica a due livelli: locale, costituito dal sistema Gorizia-Nova Gorica, e internazionale, dove le due realtà urbane diventano centro di un sistema di relazioni transnazionale.

1. Il livello locale

Si può pensare per il servizio in rete locale ad un'articolazione sostanzialmente in cinque settori.
1) Un primo settore è costituito dalle informazioni storiche, culturali, economiche, turistiche ed amministrative delle due città; le informazioni raccolte in forma di immagini, suoni, voci, filmati aiuterebbero a promuovere le due città, non solamente a fini turistici e commerciali ma, soprattutto, per facilitare la reciproca conoscenza del proprio passato storico e culturale, della propria identità comune e dei punti d'incontro offerti. La telematica potrebbe divenire un potente strumento di integrazione culturale fra le due realtà statuali vicine. Il network potrebbe presentarsi come una moderna macchina del tempo capace di realizzare una visualizzazione dell'iter storico percorso dalle comunità gemelle in cui il soggetto ripercorra con spirito nuovo le strade, le vie, le piazze che hanno fatto la storia della comunità. Potrebbe essere così alimentato quel particolare sentimento di appartenenza territoriale spesso messo in discussione e che, invece, dovrebbe costituire un elemento fondamentale del patrimonio culturale di ogni comunità multietnica al di là di ogni divisione politica, storica e linguistica. Un iter storico e paesaggistico proposto potrebbe partire dal castello di Gorizia e proseguire, poi, per via Rastello giù fino in piazza Vittoria, per poi giungere, attraverso la galleria Bombi, al confine di stato. Lo stesso itinerario potrebbe continuare in Slovenia, lungo la strada che, attraversando la campagna, permette di raggiungere la zona del cimitero ebraico, la Castagnavizza ed il santuario di Monte Santo. L'idea centrale è che un tragitto di tale tipo evochi un sentimento di identità comune che permetta di superare quelle frizioni che si sono prodotte nel corso della storia e che, oggi, la gran parte della comunità politica e sociale cerca di ricucire. L'obiettivo finale è quello di produrre occasioni di incontro e di dialogo anche al di fuori del contesto virtuale.
2) Un secondo settore dà la possibilità ai soggetti (individui, famiglie, organizzazioni, imprese) di incontri virtuali e di discussioni telematiche sui problemi della comunità. Le reti o comunità virtuali non sono concepite come strumenti per isolare il singolo in una sua realtà privata e idiosincratica ma, al contrario, come veri e propri spazi comuni, come strumenti di comunicazione per mettere in contatto tra loro persone fisicamente lontane e, un domani, grazie allo sviluppo delle tecnologie di realtà virtuale, fornire esperienze simili a quelle della vita reale (parlare, toccarsi, scambiarsi oggetti, ecc.).
3) Un terzo settore è costituito dall'insieme di servizi offerti dalle rispettive amministrazioni comunali o enti pubblici e privati. I servizi potrebbero riguardare oltre alle tradizionali informazioni sulle strutture, la possibilità di ricevere direttamente a casa su stampante i certificati richiesti e l'eventuale addebito automatico su conto corrente. Per quanti non sono in possesso di terminale, si potrebbero localizzare delle postazioni informatiche in alcuni punti strategici delle città (comune, università, biblioteche, scuole, ecc.).
4) Un quarto settore può venire dall'allestimento di un sistema informativo territoriale comune attraverso il quale produrre uno scambi o veloce di informazioni relative alla gestione delle calamità naturali o di comune qualità della vita. Il ciberspazio offrirebbe, ai responsabili della prefettura di Gorizia e dell'analoga istituzione di Nova Gorica, la possibilità di prendere decisioni comuni su questioni di una certa urgenza, avendo sott'occhio la realtà oggetto di discussione.
5) Infine, un quinto settore è costituito dai servizi offerti alle imprese. La telematica costituisce un efficacie strumento per dotare i contesti policentrici di piccole e medie imprese di una gamma di servizi tecnici e gestionali equivalenti a quelli disponibili per le grandi imprese, quali la pianificazione della produzione, il controllo di gestione, l'interazione in tempo reale con i mercati, ecc..
Per resistere alle pressioni della concorrenza nei prossimi anni, le aziende dovranno sfruttare meglio le loro risorse umane attraverso cambiamenti strutturali. Il successo di un'azienda dipenderà dalla sua capacità di rispondere alle esigenze di mercato usando in maniera efficiente e creativa il proprio patrimonio informativo. L'utilizzo delle reti telematiche consentirebbe l'eliminazione dell'attuale sistema burocratico attraverso una maggiore interazione professionale multidimensionale e la formazione di gruppi di lavoro spontanei attraverso quelli che si definiscono come spazio di lavoro aziendale virtuale. Lo spazio di lavoro aziendale virtuale nasce principalmente come risposta all'esigenza delle attuali aziende fisiche alla realizzazione di progetti su grande scale. Lo spazio di lavoro aziendale virtuale offre, quindi, uno spazio telematico di lavoro dove potersi incontrare, scambiarsi idee, progettare nuove soluzioni anche se fisicamente lontani.

2. Il livello internazionale

Si può evidenziare una ragione europea dell'integrazione telematica dei centri di Gorizia e Nova Gorica che sta nel creare una struttura tecnologica a supporto della circolazione delle informazioni fra Italia e Slovenia che costituisca non solo un semplice contributo all'integrazione della Slovenia in Europa, al di là dell'adesione o meno di questa all'Unione Europea, ma che costituisca anche l'occasione per un rilancio reale, su scala europea, del sistema binario di Friuli-Venezia Giulia e Slovenia.
Oggi, la Slovenia costituisce, almeno in parte, una sorta di barriera fisica e psicologica all'espansione economica delle imprese italiane in Europa orientale. Una comunità telematica tra i due centri urbani può costituire uno strumento essenziale per accelerare il processo di integrazione politica e ridurre quei fenomeni di frizione territoriale, quali le barriere doganali, le discontinuità legislative fra gli ordinamenti, ecc. che costituiscono un potente freno alle relazioni commerciali tra l'Italia ed i paesi dell'Europa centro-orientale. Accelerare questo processo di integrazione, che peraltro può essere pensato come inevitabile, sarebbe vitale soprattutto per concedere all'area giuliana quel ruolo che attualmente è svolto in gran parte da altri partner europei. Per fare un esempio concreto, solo nei rapporti con l'Ungheria il solo ostacolo doganale crea all'Italia un fortissimo svantaggio rispetto, ad esempio, a Germania ed Austria. L'Ungheria ricordiamo è, infatti, un paese associato, mentre la Slovenia è un paese terzo, e per raggiungere l'Ungheria, passando dalla Slovenia, le barriere politico-doganali sono un freno per quei soggetti provenienti dall'Europa occidentale (Spagna e Francia) e chiamati a scegliere il percorso migliore verso l'Est.
Ragionando in una prospettiva europea, il problema centrale è quello di individuare il ruolo che un sistema di comunicazioni integrato tra i centri urbani di Gorizia e Nova Gorica può giocare per migliorare il quadro dei trasporti nell'alto Adriatico e, in una prospettiva più generale, l'integrazione del sistema in esame sviluppandone potenzialità e risorse. Tuttavia, le autostrade telematiche, per loro natura, non sostituiscono la viabilità tradizionale, bensì ne possono accrescere l'efficenza attraverso il de-congestionamento delle reti di trasporto tradizionali. Ma sono in grado le infrastrutture di trasporto autostradale, stradale e ferroviario, le infrastrutture portuali ed aeroportuali e i sistemi di telecomunicazione esistenti di supportare un adeguato sviluppo sociale ed economico dell'alto Adriatico? Ed in che senso riorganizzare, attraverso una rete telematica, la gestione dei centri di Gorizia e Nova Gorica potrebbe costituire non solo un servizio per i due centri, ma un contributo allo sviluppo della regione alto adriatica?
Quanto ad eventuali ottimizzazioni delle infrastrutture di trasporto del Friuli-Venezia Giulia e della Slovenia, va detto che esiste a livello politico, un notevole interesse perché si realizzi la direttrice Barcellona-Kiev, nonché alcune altre opere minori per realizzare collegamenti autostradali più agevoli, ma altrettanto importanti, come il raccordo Gorizia-Razdrto.
Gorizia e Nova Gorica si configurano come un nodo centrale nella regione alto adriatica e nel più generale sistema delle comunicazioni internazionali tra l'Europa occidentale ed orientale; un vero e proprio "ponte" per il transito e lo scambio di persone, cose e informazioni tra differenti realtà geografiche. Questi due centri urbani potrebbero specializzarsi nel raccogliere, catalogare, elaborare e fornire informazioni utili, tanto a quei soggetti che sono direttamente interessati alla gestione delle infrastrutture considerate, tanto ai suoi potenziali utenti. A questo network, potrebbero associarsi enti ed istituzioni capaci di fornire alle aziende quelle informazioni sullo stato dei mercati dell'area alto adriatica e dell'Europa centro-orientale per mettere in contatto imprese con interessi comuni al fine di generare delle economie organizzative su scala internazionale che renderebbero, non solo più agevoli gli scambi ma, complessivamente, più stabili i mercati dei diversi paesi. In tal senso, la particolare forza di una tradizione multilinguistica, oggi quasi millenaria, permette di avere alla base un humus culturale decisamente originale.
Questo consentirebbe alle aziende di non avere solo informazioni relative agli spazi commerciali, alle aziende, ecc., ma anche trovare informazioni circa quegli individui che poi potrebbero realizzare fisicamente il contatto tra gli attori economici. Ciò potrebbe stimolare la creazione di istituti specializzati nella formazione di interpreti commerciali con competenze specifiche per agire nell'Est-europeo generando, forse, anche una nuova specializzazione funzionale nel mercato del lavoro di quest'area di confine. Una migliore integrazione informativa dovrebbe, quindi, sul lungo periodo, avere dei riflessi positivi tanto sul mercato del lavoro con una crescita della domanda da parte delle imprese, quanto sulla distribuzione di beni e servizi nei diversi mercati. In sostanza una migliore collocazione sul mercato dell'offerta dovrebbe promuoverne la crescita.
Un parco tecno-scientifico comune appare uno strumento rapido ed efficace, di quelli tradizionali, per fornire alla produzione un supporto adeguato alle esigenze del mercato attuale, sia a livello nazionale che a livello internazionale. Tale struttura, inoltre, dovrebbe apportare un indotto notevole di carattere produttivo ed occupazionale nell'area in cui viene creato, poiché il trasferimento tecnologico che tale struttura determina, porterebbe alla creazione di attività produttive e a nuova occupazione. Nelle aree tecnologiche, inoltre, hanno dimostrato di credere sia le amministrazioni che le istituzioni economiche delle due regioni, tanto è vero che se in territorio italiano è sorto il Bic (Business Innovation Centre) e oltre confine ci si sta muovendo per favorire iniziative simili. Va comunque detto, al fine di non generare miracolistiche attese, che tali infrastrutture tecnologiche non producono per il fatto stesso di essere collocate in una certa realtà dei benefici economici. Perché ciò accada è infatti necessario che si crei un forte legame tra tali strutture ed il mondo imprenditoriale e accademico: laddove non si è generato tale intreccio di capitale, professionalità e tecnologia non si sono raggiunti i risultati attesi. Una testimonianza sono i clamorosi fallimenti in cui si è incorsi nel mondo anglosassone.
Si può pensare, così, anche alla promozione di una rete telematica unitaria che potrebbe connettere queste strutture facendo perno sui centri di Gorizia e Nova Gorica i quali potrebbero sviluppare delle funzioni di servizio complementari. Tale polo telematico potrebbe offrire un servizio per enti affini su scala europea divenendo sul lungo periodo un vero e proprio nodo nella più ampia rete di rapporti formali ed informali tra le istituzioni culturali, scientifiche ed economiche. Successivamente, la messa sul mercato del patrimonio informativo controllato da questo centro transnazionale potrebbe, almeno in parte, coprire i costi di progetti di sviluppo e cooperazione in ambito scientifico e culturale di Friuli-Venezia Giulia e Slovenia.


Estratto da:
ISIG MAGAZINE n.3-4/95
Realtà virtuale e progettazione del futuro
I.S.I.G.


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