Il Commercio

Commercio interno

Nonostante un certo risveglio dei consumi delle famiglie (assorbiti tuttavia in gran parte dagli acquisti di nuove autovetture) e nell'attesa che la nuova legge di riforma del commercio (D. Lgs. n. 114/98) rivitalizzi tale settore, la situazione del sistema distributivo locale non ha fatto registrare nell'ultimo anno significativi cambiamenti.

In particolare, di tale situazione di stasi ha continuato a soffrire il piccolo commercio al dettaglio (sceso dalle 1.858 unità attive del 1996 alle 1.810 del 1997) e i pubblici esercizi (da 870 a 854): le cause, come ormai noto, vanno ricercate oltre che nella forte concorrenza esercitata dai grandi centri commerciali del Friuli e del Veneto, anche nell'insediamento nello stesso isontino di numerosi hard discount.

Le note positive sono invece giunte dal settore del commercio all'iungrosso e della intermediazione con 14 nuove imprese attive e un incremento degli occupati stimato intorno al 3,8 %.

 

Tabelle:

Distribuzione settoriale delle autorizzazioni comunali per l'esercizio di attività commerciali 1994 - 1995
Autorizzazioni per il commercio ed altri servizi commerciali (1991-1995)

Commercio estero

Dopo un 1996 piuttosto sottotono, l'interscambio commerciale del nostro Paese con l'estero ha manifestato nel corso del 1997 decisi segnali di risveglio.

Per quanto riguarda in particolare il Friuli Venezia Giulia, l'interscambio complessivo ha sfiorato i 20 mila miliardi di lire, con incrementi dell' 11,8 % per le importazioni e del 5,2% per le esportazioni.

A tale risultato hanno contribuito in misura significativa tutte e quattro le province della regione con l'unica eccezione, limitatamente all'export, di Gorizia.

Nella realtà, anche nel 1997 l'Isontino ha fatto registrare valori più che positivi per quasi tutte le voci merceologiche dei prodotti esportati, permettendo così di consolidare la vocazione esportatrice del suo territorio, in costante ascesa ormai da diversi anni.

Ciononostante si è dovuto assistere a un calo piuttosto consistente (-26,8%), anche se solo temporaneo, in quello che ormai rappresenta uno dei capitoli più significativi dell'export provinciale, ossia i "mezzi di trasporto", nel cui gruppo sono comprese le grandi navi da crociera costruite nei cantieri di Monfalcone. Ciò ha fatto sì che il flusso esportativo totale della provincia (il 12,9% di quello regionale) si sia attestato per il 1997 sui 1.731 miliardi di lire, denunciando pertanto una flessione dell' 8,3% rispetto al 1996. Questo dato, combinato con quello delle importazioni (840 miliardi di valore con un incremento del 19,8%), ha comportato un saldo commerciale attivo per l'Isontino, a fine anno, di quasi 900 miliardi di lire.

Quanto infine alle principali direttrici geografiche del commercio estero provinciale, i maggiori partner dell'Isontino rimangono sempre i paesi europei (64,1% dell'interscambio totale) ove, accanto ai tradizionali mercati d'Oltralpe (Germania, Francia e Austria) e della vicina Slovenia, sempre in costante ascesa, si è imposto con prepotenza il Regno Unito, il quale, con i forti incrementi registrati sia nelle esportazioni (+40,9%) che nelle importazioni (+117,3%), occupa ormai il quarto posto assoluto quanto a interscambio complessivo con la nostra provincia.

Tabelle:

Importazioni ed esportazioni per gruppo merceologico
Parametri evolutivi delle importazioni ed esportazioni nelle province di Gorizia, Trieste, Udine e Pordenone
Importazioni, esportazioni e saldi commerciali dal 1991 al 1995
Importazioni ed esportazioni per aree e paesi
Transiti commerciali comparati 1997-1998 e primo semestre 1999 alla Stazione Confinaria S.Andrea


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