La mappa economica dell'Italia


Uno studio effettuato su dati ISTAT ha delineato una mappa economica dell'Italia, in termini di sviluppo economico avanzato/arretrato, struttura produttiva e benessere/malessere sociale, frammentata in sei "Italie", ciascuna contrassegnata da un sufficiente grado di omogeneità interna del vivere sociale ed economico e da una significativa disomogeneità rispetto alle altre tipologie.
I 32 indicatori utilizzati per l'analisi riguardano le caratteristiche demografiche, gli aspetti della produzione, del reddito e del risparmio, i consumi di energia elettrica, la situazione occupazionale, il ruolo della grande distribuzione, aspetti diversi del disagio, espressi ad esempio dal numero di ore di cassa integrazione, dai suicidi, dalla quota di "sofferenze" bancarie ecc..

Si è così ottenuta una suddivisione dell'Italia in sei gruppi, di cui tre collocati in prevalenza al Centro-Nord e tre al Centro-Sud (tab.1).

Tabella1

LE SEI "ITALIE"
I gruppo Vercelli, Novara, Alessandria, Varese, Como, Bergamo, Brescia, Pavia, Cremona, Mantova, Verona, Vicenza, Belluno, Treviso, Venezia, Padova, Pordenone, Udine, Gorizia, Savona, La Spezia, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ravenna, Forlì, Massa, Lucca, Pistoia, Livorno, Pisa, Arezzo, Siena, Perugia, Terni, Pesaro, Ancona
II gruppo Torino, Milano, Trieste, Genova, Firenze, Roma
III gruppo Cuneo, Asti, Aosta, Sondrio, Bolzano, Trento, Rovigo, Imperia, Ferrara, Grosseto, Macerata, Ascoli Piceno, Viterbo, Rieti, L'Aquila, Teramo, Pescara, Chieti, Sassari, Nuoro, Oristano, Cagliari
IV gruppo Frosinone, Isernia, Campobasso, Benevento, Avellino, Potenza, Matera, Enna
V gruppo Latina, Napoli, Bari, Taranto, Palermo, Messina, Catania
VI gruppo Caserta, Salerno, Foggia, Brindisi, Lecce, Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa


In base alla composizione di ciascun gruppo ed in riferimento ai dati riportati nella tabella 2, le sei tipologie sono così caratterizzate:

I gruppo
L'ITALIA RICCA E OPEROSA

Questo vasto raggruppamento comprende ben 39 province (33,31 % della popolazione italiana), che si collocano nell'Italia del Nord e del Centro; in particolare, 28 nelle regioni del Nord (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria ed Emilia Romagna), 7 in Toscana ,2 nelle Marche e 2 nell'Umbria. Le dimensioni non sono rilevanti, talché si possono caratterizzare come medio-piccole. Quasi tutti gli indicatori economici assumono valori superiori alla media nazionale (tab.2): sono infatti zone ricche, in prevalenza poco urbanizzate (la densità di abitanti per Kmq è pari a 207,85 abitanti rispetto ad una media nazionale di 231 circa) e poco terziarizzate (valore aggiunto e occupati in questo settore assumono entrambi valori inferiori alla media), con consistenti aliquote di occupati nell'industria (37,23 % rispetto ad una media pari al 30% circa), cosicché è alto l'apporto del valore aggiunto dei comparti industriali (il 5 % in più rispetto alla media nazionale); vi sono alti livelli complessivi di occupazione e forte propensione al risparmio; il peso dell'agricoltura è scarso sia in termini di valore aggiunto che di occupati; forte è l'incidenza della grande distribuzione (vi è il valore più alto dell'indicatore relativo); il saldo naturale è negativo (-3,57), ovvero mortalità più elevata della natalità, ed il saldo migratorio è positivo (3,48).

II gruppo
L'ITALIA METROPOLITANA DEL CENTRO NORD

Vi confluiscono i "grandi centri metropolitani" del Centro-Nord (tab.1). Comprende sei province (21,70% della popolazione italiana) ricche, urbanizzate e fortemente terziarizzate (66% di valore aggiunto nel settore rispetto ad una media pari al 57% circa e 69% di occupati nel settore rispetto ad una media pari al 58%) ed il cui capoluogo ha notevole rilievo per capacità di attrazione socio-economica. Caratteristiche comuni sono (tab.2): la fortissima densità di abitanti per chilometro quadrato (744,83 rispetto ad una media di 231,33), la ridotta aliquota di lavoratori autonomi, la forte propensione all'invecchiamento con il più basso saldo naturale nel 1991 (-3,70 contro una media nazionale pari a -0,62), la minima incidenza del settore agricolo (0,86% di valore aggiunto e 1,84% di occupati).

III gruppo
L'ITALIA PROVINCIALE E SANA

Trattasi di un'area che raccoglie 22 province medio-piccole (12,25% della popolazione italiana) ancora nel Nord del Paese ed in zone centro-meridionali, da Bolzano ad Aosta fino a L'Aquila e Teramo, arrivando a comprendere le quattro province della Sardegna. Numerosi sono i tratti tipici, sintetizzabili nella particolare denominazione prescelta: il reddito è medio, sono pochissimo urbanizzate, mentre i livelli di terziarizzazione sono in media con quelli nazionali (55,56% di valore aggiunto e quasi il 59% di occupati in questo settore); buono è il livello dei consumi e l'economia è sana. Il ruolo dell'agricoltura non è trascurabile e si riduce l'importanza delle attività industriali; è spesso significativo l'apporto del turismo, soprattutto per le province del Trentino e della Valle D'Aosta e per quelle costiere. Elementi negativi appaiono soprattutto i segnali di crisi dell'edilizia, caratterizzati dal forte ricorso alla cassa-integrazione (5 ore per occupato contro una media nazionale pari a 3,21), e la non bassa aliquota dei suicidi e dei tentati suicidi (quasi 20 tra suicidi e tentativi ogni 10.000 abitanti, rispetto ad una media nazionale pari a 16 circa).

IV gruppo
L'ITALIA PICCOLA E MARGINALE

Ne fanno parte soltanto 8 province (4,12% della popolazione italiana), in genere assai povere, con ridotti consumi pro capite (11,24 milioni) ed il più basso livello di urbanizzazione (97,13 abitanti per chilometro quadrato contro una media nazionale di 231,33); il ruolo dell'agricoltura è determinante (10,11% di valore aggiunto e più del 20% degli occupati nel settore), vi è una forte presenza di lavoro autonomo e, naturalmente, il saldo migratorio è negativo (-3,05), essendo queste tradizionali zone di emigrazione. D'altra parte questo è il primo gruppo in cui il saldo naturale assume un valore positivo (1,99).

V gruppo
L'ITALIA METROPOLITANA DEL CENTRO SUD

I sette grandi centri che si succedono da Latina fino a Catania hanno caratteri che li accomunano ed al tempo stesso li distinguono dalle altre aree provinciali (15% della popolazione italiana). Il ruolo egemone dei capoluoghi si sintetizza per la fortissima urbanizzazione (577,86 abitanti per chilometro quadrato e più del 56% di popolazione in comuni maggiori a 30.000 abitanti) e la ragguardevole terziarizzazione; i redditi sono medio bassi; la percentuale di occupati inferiore alla media nazionale (42,20% contro 49,86%).

VI gruppo
L'ITALIA AGRICOLA E IN CRISI

Trattasi di un'area estesa a 13 province (13,63% della popolazione italiana), tutte meridionali, piuttosto povere e modestamente urbanizzate; l'economia è in crisi ed il reddito pro capite è alquanto basso (13,76 milioni rispetto ad una media nazionale del 18,58), Così come i consumi; la propensione al risparmio assume valori minimi (2,62 milioni pro capite). L'agricoltura ha qui un ruolo predominante (13,06% di valore aggiunto e 18,01% di occupati nel settore). l1 saldo migratorio è fortemente negativo, trattandosi di una tradizionale zona di emigrazione. Questa "sesta Italia" si distingue anche per la forte natalità, con un saldo naturale pari a +4,31 rispetto ad una media nazionale di -0,62.

Di seguito riportiamo la tab. 2, dove i 32 indicatori utilizzati sono riferiti a ciascuno dei 6 gruppi.

Tabella2

GLI INDICATORI SOCIO-ECONOMICI NELLE "SEI ITALIE"
INDICATORE I Italia ricca
e operosa
II Italia metr.
del C-N
III Italia prov.
e sana
IV Italia picc
e margin.
V Italia metr.
del C-S
VI Italia agr.
e in crisi
ITALIA
media
(valori medi in ciascuna tipologia)
1) % valore aggiunto agricoltura 4,02 0,86 6,99 10,11 6,09 13,06 6,41
2) % valore aggiunto industria 36,71 32,66 28,68 31,17 29,07 24,98 31,96
3) % valore aggiunto servizi destinabili alla vendita 51,96 66,48 55,56 58,72 64,84 61,96 56,60
4) Reddito disponibile pro capite 21,20 23,52 18,01 14,99 14,68 13,76 18,58
5) Consumi interni delle famiglie p.c. 16,88 18,96 14,44 11,24 12,01 11,13 14,83
6) RIsparmio pro capite 4,31 4,56 3,56 3,75 2,67 2,62 3,76
7) % occupati su popolazione potenzialmente attiva 53,75 50,02 52,48 45,30 42,20 40,63 49,86
8) % occupati in agricoltura 6,77 1,84 13,18 20,32 11,22 18,01 10,95
9) % occupati industria 37,23 29,48 27,96 25,82 23,85 22,89 30,96
10) % occupati altre attività 55,97 68,79 58,85 53,64 65,03 59,13 58,35
11) % occupati alle dipendenze 70,90 76,79 65,39 60,73 73,03 70,42 69,23
12) % occupati su occupati più disoccupati 93,94 91,92 91,00 82,37 81,17 78,17 89,06
13) % lavoratori autonomi 29,10 23,21 34,62 39,27 26,97 29,58 30,77
14) % depositi bancari famiglie su depositi totali 50,39 47,71 38,00 57,97 49,73 51,72 48,12
15) % depositi bancari su bancari più postali 91,64 95,34 88,95 68,27 84,69 81,70 87,41
16) % depositi pro capite su reddito p.c. 40,92 47,80 29,19 31,55 30,61 29,07 35,28
17) Consumo energia elettrica per fam. 25,78 27,53 28,11 22,84 33,07 30,40 27,35
18) Grandi magazzini e superm. per 1.000 licenze al minuto 5,24 4,23 4,53 3,08 3,36 3,47 4,45
19) % popolazione comuni con oltre 30.000 ab. 34,87 70,81 30,74 14,34 56,76 45,85 37,57
20) Densità abitanti per Kmq 207,85 744,83 100,23 97,13 77,86 182,62 231,33
21) Saldo naturale -3,75 -3,70 0,03 1,99 4,37 4,31 -0,62
22) Saldo migratorio 3,48 0,08 2,75 -3,05 -0,61 -4,75 1,12
23) % Lettori di quotidiani 49,77 55,20 45,54 25,19 31,93 26,75 42,60
24) Spesa p.c. per spettacoli (in migliaia di lire) 117,17 122,53 89,95 49,04 58,96 51,79 92,23
25) Importo premi polizze vita per ab. (in lire) 193,16 237,32 153,44 100,89 107,56 91,85 158,81
26) Giorni di degenza negli istituti di cura ogni 100 posti letto 75,53 77,38 72,68 68,90 67,83 64,80 71,57
27) Suicidi e tentativi per 10.000 ab. 17,36 21,59 19,49 11,38 8,76 9,26 15,88
28) Ore C.I.G. per occupato 14,23 18,02 11,15 22,86 23,58 19,63 15,91
29) Ore C.I.G. gestione edilizia per occupato 2,48 1,44 5,00 5,08 1,94 2,72 3,21
30) Quota sofferenze bancarie rispetto crediti 3,75 6,58 2,51 2,20 2,77 3,18 3,36
31) Quota incidenti su parco macchine circolanti 11,78 15,45 11,80 11,69 17,15 15,09 12,85
32) Numero fallimenti dichiarati per 10.000 imprese attive 31,64 37,03 25,32 28,78 44,66 38,88 32,22
Popolazione (milioni) 18,91 12,32 6,95 2,34 8,52 7,74 56,77
Popolazione (%) 33,31 21,70 12,25 4,12 15,00 13,63 100,00
Numerosità del gruppo 39 6 22 8 7 13 95

FONTE: Centro Studi Telecom Italia


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