UN PIANO PER LE DUE CITTÀ
Pianificazione coordinata del sistema viario
di Nova Gorica e di Gorizia
Dai vari documenti delle Istituzioni
Europee risulta che la città di Gorizia, unitamente a Nova Gorica, possiede la singolare
prospettiva di divenire luogo - laboratorio, un esempio per lEuropa dove è
possibile lo studio di nuove forme di collaborazione tra Istituzioni appartenenti a
diversi Stati Nazionali: un ruolo che può facilmente essere svolto da Gorizia poiché
già da sempre nel corso della sua storia millenaria è un laboratorio di coesistenza
multietnica e multiculturale. Il territorio goriziano è un territorio etnicamente misto
anche se le sue etnie sono chiaramente delimitate da una linea che non ha subìto
rilevanti spostamenti nel corso dei secoli. Questa linea coincide pressoché con la
divisione geomorfologica tra le alture e la pianura e con il Limes longobardo a nord e la
linea ferroviaria Cormons - Aurisina a sud. Il terreno collinoso è abitato
prevalentemente da popolazione slovena, mentre la pianura da popolazioni friulane e
venete.
Etnicamente misto fin dal principio era il centro di questo territorio rappresentato
appunto dalla città di Gorizia. Nei secoli, oltre alle due citate culture etniche, che
rappresentavano la maggioranza, cera anche limportante presenza testimoniata
dalla cultura tedesca e da quella ebraica. Questo impasto culturale ha determinato,
durante secoli di convivenza pacifica, le condizioni di sviluppo di un milieu
sociale di tale livello e ricchezza culturale che oggi difficilmente possiamo immaginare.
A seguito infatti della devastazione fisica della prima guerra mondiale e degli anni di
bonifica etnica a questa seguiti, dopo i massacri insensati della seconda guerra, il
territorio goriziano, così indebolito, fu costretto a subire la propria divisione.
Il nuovo confine statale provocò un vero trauma nella regione e, pur seguendo un
tracciato assai simile alla plurisecolare linea di delimitazione etnica, divise in modo
crudele un paese e i suoi abitanti che mai nella storia furono separati da limiti politici
o amministrativi. Il confine tolse alla città quasi tutto il suo retroterra, privando
così anche del centro economico, culturale e amministrativo tutto quel vasto territorio
compreso tra le Alpi ed il Carso. Tale situazione non poteva che provocare disturbi molto
gravi nel funzionamento sia della città che del retroterra ed ha influito decisivamente
sulla vita della popolazione locale. A Parigi, i negoziatori del trattato di pace erano
ben consci delle difficoltà connesse a questa nuova linea di confine e per il suo
tracciato tennero conto non solo della prevalente occupazione etnica del territorio, ma
anche altri criteri tecnici e funzionali, tra i quali soprattutto landamento delle
infrastrutture: alla parte slovena andò così la linea della Transalpina con la relativa
stazione ferroviaria, mentre allItalia rimase il collegamento ferroviario con la
linea Trieste - Udine e la strada statale SS 55 del Vallone; alla Slovenia passarono gli
impianti idroelettrici sullIsonzo, mentre rimasero allItalia gli ospedali ed
il cimitero. Al fine di moderare le conseguenze dello smembramento della città, sentite
in modo più drastico proprio dalla popolazione urbana, furono infine presi speciali
accordi sui servizi indispensabili, sulla fornitura dellenergia elettrica,
dellacqua, ecc.
La parte slovena della regione fu quindi costretta a sostituire il centro perduto a
seguito del nuovo tracciato confinario, rappresentato dalla città di Gorizia, decidendo
la realizzazione del nuovo centro nella immediata vicinanza di quello vecchio. La
costruzione di una nuova città è sempre una grande sfida professionale per il suo
progettista e in questa occasione la sfida era ancora più grande: nella sua concezione
vennero così utilizzati i tutti principi dellurbanistica moderna, a quel tempo
radicalmente nuovi. Oggi, dopo cinquanta anni di sviluppo (e purtroppo anche di errori) la
stretta connessione tra la città progettata modernamente e la città classica dallo
sviluppo millenario, ci offre unimmagine eccitante di coesistenza tra due modelli
urbani fondamentalmente diversi, dove i due caratteri - chiaramente distinti per coerenza
- ne formano uno terzo. Un esempio di eccezione, se non addirittura unico, per la sua
varietà strutturale. A questo motivo il fenomeno urbanistico delle due Gorizie è, senza
dubbio, ancora più attraente per la Comunità europea.
Dalla fine della guerra, la pianificazione urbana di ambedue le parti del territorio
urbano diviso avvenne in completa separatezza: ciascuna delle due città coltivava e
sviluppava contatti soltanto con la propria parte del retroterra, malgrado sia ben noto
come una stretta connessione con i dintorni rivesta vitale importanza per lo sviluppo di
ogni centro urbano.
Ciascuna delle due città ignorava il più possibile la propria vicina nella realizzazione
dei propri piani regolatori e, così facendo, ambedue a lungo mancarono di sfruttare tutti
i vantaggi offerti dalla possibilità degli effetti sinergici di sviluppo.
Ciò è evidente nel lento, persistente e progressivo declino della vitalità economica di
Gorizia e nelle difficoltà e nellarretramento dello sviluppo di Nova Gorica. Da
molto tempo si avvertiva la necessità di un cambiamento paradigmatico nel modo di pensare
allo sviluppo dellarea urbana delle due Gorizie, ma solo oggi, dopo i sommovimenti
tettonici nel mondo politico dellest europeo e la sovranità acquisita con la
nascita del nuovo Stato sloveno, le condizioni sono mutate al punto da poter rendere
accettabile anche alle autorità politiche e amministrative la necessità dellidea
di una pianificazione coordinata sullintero territorio urbano, politicamente diviso
ma fisicamente e funzionalmente unito.
Nel Programma di collaborazione e di attività comuni tra le amministrazioni
comunali di Gorizia e di Nova Gorica riguardante lassetto del territorio e
preparato nel 1992 da Studio AxA (architetti Dare Pozenel, Vinko Torkar e Niko Jurca) di
Nova Gorica, sono stati definiti i nodi che dovrebbero essere elaborati quanto prima e in
stretta collaborazione per (se si vuole) raggiungere in futuro un coordinato sviluppo
urbanistico delle due città adiacenti. Per la realizzazione di tale programma le due
amministrazioni dovrebbero accedere congiuntamente alla elaborazione di quelle componenti
di piano che necessariamente debbono essere unitarie sia per quanto riguarda
lottimizzazione del funzionamento tecnico, sia al fine di una visione concordata di
un unico spazio urbano collegato. Tale elaborazione dovrebbe basarsi su quelle componenti
dellambiente considerate dai cittadini come le più adatte per assicurare ad ambedue
le città un alto livello di qualità della vita: questi obiettivi dovrebbero essere
perseguiti nella pianificazione per giungere ad una immagine omogenea ed armonica
dellinsieme urbano, pur conservando, per ognuna delle due parti, gli specifici
carattere e identità. Per la progettazione armoniosa di uno sviluppo urbanistico sono
necessari due livelli: quello dellorganizzazione e del rapporto nel funzionamento
tra le due amministrazioni comunali e quello del lavoro, più specificatamente tecnico,
coordinato degli urbanisti.
Assieme ai singoli settori della progettazione urbanistica comune delle due città
potrebbero essere inseriti quei programmi di ricerca attualmente in corso presso le
Istituzioni Europee e volti alla diffusione delle tecnologie e della conoscenza e
finalizzati ad uno sviluppo conforme ed efficace delle città europee. Oggi messaggi più
o meno simili ci pervengono dalle Istituzioni della CEE.
In Basi comuni di sviluppo del territorio delle due Gorizie (altro documento
elaborato da Studio AxA) viene spiegata con dettaglio lurgenza di un approccio
comune alla definizione delle strategie di sviluppo di quellunico territorio
costituito dallagglomerato urbano delle due città, riconducendolo a quel centro di
grande importanza nellEuropa delle regioni che si sta formando e che già era
proprio di Gorizia prima del 1918. Con i cambiamenti determinatisi nei sistemi economici e
sociali del Est europeo, attraverso gli spostamenti degli equilibri politici sono cambiati
i valori: i punti fissi che ancora ieri determinavano la nostra vita improvvisamente sono
diventati meno importanti, in qualche caso hanno totalmente perso limportanza che
prima ricoprivano e tra questi, non ultimo, il nostro approccio al confine di stato.
Questo confine, che nella pianificazione delle due città ha sempre rappresentato
lostacolo maggiore, è diventato oggi unoccasione per determinare una nuova
dimensione di qualità sia a livello regionale come a livello locale.
Nella rete delle città ogni centro assolve un ruolo specifico che è unico e
insostituibile nella sua complessità ed è il risultato di condizioni esterne e di motivi
interni. In un più ampio contesto regionale o, ancor meglio, centroeuropeo, Gorizia e
Nova Gorica rappresentano un potenziale agglomerato (città comune) che dispone dei
vantaggi derivanti dalla posizione geografica e dal fatto di essere punto dincontro
di paesi diversi per economia e cultura. Lagglomerato costituito dalle due Gorizie
deve rapportarsi, per alcune delle sue funzioni, con città di tuttaltro livello
rispetto a quelle con le quali le due città divise attualmente debbono rapportarsi. Una
Gorizia unita può recuperare e potenziare quel ruolo di centro economico e culturale di
una vasta regione che già in passato ricopriva. A ciò può contribuire notevolmente
lassetto di tutto quel territorio che si estende lungo la fascia confinaria. Da ambo
le parti infatti, in questa fascia confinaria e periferica, sono state localizzate tutte
quelle attività aventi carattere e configurazione marginali rispetto alle zone centrali
delle due città. Considerando invece le due città come un unico territorio, questa zona,
fino ad oggi marginale, potrebbe diventare la zona centrale di una unica città. La fascia
lungo il confine appare quindi come unoccasione non sfruttata, della quale poche
altre città dispongono: un vuoto al centro a disposizione per essere utilizzato come
riserva per linsediamento di programmi innovativi tali da permettere un ulteriore
sviluppo delle funzioni esistenti. Il potenziale valore di mercato e funzionale dei
terreni nella fascia a cavallo del confine e dunque molto più elevato del valore attuale.
Al fine dello svolgimento di quel ruolo di interconnessione tra le due strutture urbane,
mediante trasformazioni e arricchimenti strutturali e funzionali, possiedono particolare
valore alcune aree di carattere specifico:
Le possibilità offerte da un adeguato
assetto di queste aree sono state efficacemente elaborate e analizzate nel 1996 nel corso
di un workshop internazionale, organizzato da Studio AxA unitamente alla Brookes
University di Oxford e lUniversità di Lubiana, con il supporto fornito dalla
Amministrazione del Comune di Gorizia.
La prima fase di preparazione del piano di sviluppo delle due città precede
necessariamente la elaborazione di quei settori che sono di primaria importanza per un
piano urbanistico complessivo e determinanti per finalizzare il contenuto di numerosi
altri settori. Tra questi il concetto della rete viaria che è uno dei elementi più
determinanti del sistema urbano e che difficilmente può adattarsi ad altre componenti che
sono infatti subordinate e quindi adattabili alla rete viaria primaria. Già negli
indirizzi per la fase preparatoria del piano di sviluppo abbiamo suggerito che per le due
città dovrebbe essere concepita ununica rete viaria e, visto che ognuna delle due
città dispone già di una propria rete stradale con le strutture edilizie ad essa
adattate, la via più facile per integrare le due reti è quella di realizzare una
circonvallazione comune, come normalmente si usa nelle città antiche dove il nucleo
storico viene circondato da un ring al quale si collega la esistente rete interna. In
questo modo il flusso principale di traffico viene a svolgersi a margine del centro
abitato e non è necessario ricorrere alla demolizione di costruzioni edificate in altri
tempi e in condizioni di traffico del tutto diverse: una unica circonvallazione per le due
Gorizie dotata di una dorsale avente la stessa percorribilità in direzione nord-sud
permetterebbe alle due città di conservare la propria morfologia e la propria identità
visuale.
Nello studio realizzato, malgrado lincertezza delle ipotesi che riguardano
lintensità e la qualità di sviluppo di Gorizia da una parte e Nova Gorica
dallaltra, lincertezza circa la costruzione di infrastrutture importanti come
lautostrada e la ferrovia rapida urbana, rispettando i punti di partenza e le
particolarità del complesso urbano, è stato concepito il sistema viario primario e, per
trattare volutamente ambedue le città come un sistema integrato in modo funzionale, pur
senza avere a disposizione dati precisi sul futuro sviluppo soprattutto di Gorizia, è
stata ipotizzata una possibile direzione di sviluppo. Lincertezza dovuta a tale
ipotesi forse rende relativa laffidabilità dei risultati ma nulla toglie al valore
dello studio realizzato e alla sua applicabilità anzitutto a livello concettuale. Nella
progettazione della futura rete viaria viene tenuto conto della attuale rete viaria, della
necessità di comunicazione e delle conseguenze sulluso del suolo. Il livello dei
collegamenti viari tra Gorizia e Nova Gorica dipenderà dal livello degli altri sistemi di
connessione. Sono state quindi prese in considerazione due possibili e antitetiche
ipotesi: quali sarebbero le reti viarie se il confine di stato dovesse diventare una
barriera ermetica e viceversa, quale sarebbe la rete viaria comune nel caso in cui il
confine di stato cessasse di ostacolare i contatti interurbani. Il nocciolo dello studio
sta dunque nel confronto tra i due scenari estremi e opposti, nei quali in ognuno viene
definito lambito del possibile e del reale:
rete stradale in caso di confine di stato ermeticamente chiuso;
rete stradale in caso di due città del tutto integrate dal punto di vista funzionale.
Il secondo scenario è utopico fino a un certo punto e senza dubbio rappresenta invece la
futura realtà europea. È anche vero che oggi e nel futuro prossimo ci sono ben poche
probabilità che le due città diventino funzionalmente e strettamente legate in modo che
i loro cittadini possano liberamente scegliere il luogo del posto di lavoro e dove il
confine di stato non rappresenti un ostacolo maggiore di un incrocio semaforizzato su una
strada principale della città. Malgrado ciò è stato consciamente scelto questo scenario
estremo in quanto una rete stradale dimensionata per condizioni estreme è certamente in
grado di sopportare tutte le varianti intermedie. La possibilità di integrazione delle
due città si rende possibile grazie a questa ipotesi estrema (anche se sicuramente di non
immediata realizzazione) e diventa quel punto di osservazione abbastanza lontano, dal
quale è possibile ottenere la migliore visione per cogliere la relatività del momento
attuale e la ricchezza di un possibile futuro verso il quale svilupparsi il nostro
presente.
Gorizia e Nova Gorica sono vicine allautostrada che fa parte del tracciato di
collegamento transcontinentale tra Barcellona, Budapest e Kijev: lintensità del
traffico transcontinentale, per quanto riguarda la divisione delle funzioni in Europa,
eserciterà inevitabilmente una certa influenza sullo status delle due città e del loro
immediato retroterra e quindi anche sullintensità del loro sviluppo. Essendo
impossibile conoscere linfluenza dellautostrada sullintensità del
traffico di transito attraverso le nostre due città, è stato tenuto conto nella proposta
ipotizzata per il flusso veicolare sulle strade cittadine, anzitutto del traffico interno,
cioè quel traffico che deriva ed è diretto nelle due città e nel loro immediato
retroterra. Le possibilità di ipotizzate di circolazione sulla rete stradale sono
innumerevoli, ma ai fini del dimensionamento della rete stradale interna assumono
particolare importanza i percorsi più frequenti e cioè dalle abitazioni al posto di
lavoro e viceversa. Anche nellestremizzata ipotesi delle due città unite la rete
viaria non può non dipendere dal percorso di collegamento tra abitazioni e posti di
lavoro. È possibile infatti sostenere con certezza che una rete viaria, dimensionata per
i percorsi casa - posto di lavoro, può corrispondere anche ad altre necessità quali il
tempo libero (discoteche, casinò, ecc.), ricreazione, ristoranti, acquisti nei negozi
oppure il rifornimento di benzina.
Nel procedimento di lavoro lintera area delle due città è stata divisa in
diciannove zone, per le quali è possibile supporre una funzione autonoma
nellintensità del flusso veicolare. La perimetrazione di queste zone è determinata
dal fatto che queste aree sono già totalmente o parzialmente edificate oppure sono
destinate ad essere urbanizzate. Mentre indubbia risulta questa perimetrazione, relativa
è lintensità del loro utilizzo, per le considerazioni di studio sono importanti
due possibili destinazioni duso:
le abitazioni come origine del flusso veicolare in partenza nelle ore mattutine e come
destinazione nelle ore pomeridiane,
i posti di lavoro come destinazione del traffico nelle ore mattutine e origine del flusso
nelle ore di punta del pomeriggio.
È stato tenuto conto quindi della densità ipotetica degli insediamenti residenziali e di
quelli produttivi, le destinazioni delle macchine che affluiscono nella città dai
dintorni e lipotesi che le automobili vengano utilizzate solo per i percorsi tra le
varie zone e non per allinterno della stessa zona. Su tali presupposti è stata
effettuata una simulazione dei flussi veicolari e ipotizzata la quantità di traffico sui
vari tracciati stradali. I due scenari alternativi che sono stati usati hanno influito
sulla definizione degli obiettivi dei percorsi ossia sulla definizione del percorso
residenza - posto di lavoro. Nel caso delle due città divise il traffico si svolgeva su
strade progettate così come fino ad oggi (senza tenere in conto laltra parte), nel
caso delle città integrate in modo funzionale si è proceduto a una concezione unitaria
della rete viaria. In primo luogo è stato ipotizzato il possibile tracciato delle strade
urbane di circonvallazione e quelle di collegamento tra queste e le strade principali di
spina (i corsi per Gorizia e la Magistrale per Nova Gorica). Queste strade dovrebbero
assicurare un normale scorrimento del flusso veicolare nella condizione più impegnativa
determinata dal scenario delle due città integrate in modo funzionale e nello scenario
delle due città divise come oggi incidere nella minor misura possibile
sullesistente struttura urbana. Le quantità dei possibili flussi di traffico sulla
rete stradale primaria sono state valutate rispetto questi due scenari estremi per quanto
riguarda il grado di integrazione delle due città: le strade primarie di circonvallazione
sopporteranno il maggior flusso e assumeranno la funzione di raccordi verso
lautostrada, di confluenza verso le strade di spina interne e le strade statali di
collegamento tra i centri urbani regionali, o di collegamento tra le strade interne
principali.
Nella simulazione ipotizzata i tratti maggiormente interessati dai flussi di traffico sono
le strade che costituiscono il sistema primario di circonvallazione e quello trasversale
di collegamento.
È interessante notare che nella ipotesi di città integrata viene in generale ad
aumentare la densità del traffico con la sola eccezione di alcune strade di Nova Gorica a
ragione e conseguenza della disposizione concava formata dagli abitati di Salcano, Nova
Gorica e San Pietro che costituiscono un semicerchio ad est di Gorizia: la permeabilità
del confine permetterebbe infatti a gran parte degli abitanti della parte nord di Nova
Gorica di collegarsi con San Pietro direttamente attraverso il territorio Italiano e
viceversa.
Nel sistema della rete stradale ipotizzato per la città integrata in modo funzionale,
questa arteria stradale verticale (dorsale) verrebbe ad assumere un ruolo principale e la
conseguente maggiore quantità di flusso del traffico interno delle due città, in quanto
viene a trasferire i flussi veicolari nella predominante direzione nord-sud. A differenza
dei singoli elementi costituenti il cerchio di circonvallazione, che toccano la frontiera
interstatale solo in singoli punti, larteria dorsale percorre quasi tutta la
lunghezza della linea confinaria e assumono particolare importanza i suoi influssi sugli
aspetti funzionali e visivi sia dellarea centrale come dellarea di confine.
Nel caso invece delle città divise, per Nova Gorica assume maggiore importanza una
dorsale di direzione nord - sud posta ad est della stazione della Transalpina, in quanto
verrebbero ad evitarsi punti di intersezione con la linea ferroviaria e la trasversale
oltre confine verrebbe ad assumere un ruolo per Nova Gorica solo come scorciatoia tra
Salcano e San Pietro. Nella stessa misura in cui il confine si pone come una barriera
amministrativa, la ferrovia della linea Transalpina costituisce una barriera fisica,
perciò dal punto di vista delle necessità di Nova Gorica, la costruzione di una nuova
trasversale non risulta necessaria fintantoché il confine di stato continui ad
ostacolare, anche se in maniera minima, la percorribilità delle strade e la scorrevolezza
dei flussi veicolari.
Il concetto di base, cioè la combinazione di una circonvallazione comune e della dorsale
sulla linea di frontiera, potrebbe essere realizzato in più fasi. Nella prima fase le
funzioni di alcune nuove strade potrebbero essere assunte, almeno provvisoriamente, da
alcune strade parallele già esistenti, per esempio: la funzione della circonvallazione ad
ovest di Salcano potrebbe essere assunta dalla Cesta IX. Korpusa, la funzione di
circonvallazione dellIsonzo dalla Vie dei Leoni, Leopardi, ecc.. La scelta su quale
di queste soluzioni provvisorie dipende dalle varie condizioni locali sia tecniche come
sociologiche. È però opportuno prevedere fino dal momento attuale dei vincoli di
inedificabilità sui tracciati delle future strade primarie in modo da che permettere la
realizzazione di queste soluzioni viarie nel futuro anche nel caso che queste soluzioni
non vengano poi a realizzarsi. Tale necessità assume particolare ruolo nella funzione
della pianificazione intesa come la creazione di possibilità tali ad assicurare le
condizioni di libertà necessarie per la messa in atto di decisioni pianificatorie nel
futuro: è infatti molto più facile realizzare una infrastruttura viaria su una zona
libera come intervenire a posteriori su una zona ormai completamente urbanizzata.
Per assicurare la maggiore libertà e possibilità di scelta nel futuro è necessario
progettare lo sviluppo urbano come un sistema aperto e quindi è necessario, nel
riflettere sulle varie e possibili strategie, sulle forme e sui contenuti del futuro
sviluppo, prendere in considerazione anche le situazioni più estreme, quelle che forse
oggi possono sembrare utopiche.
Dobbiamo assicurarci le possibilità di realizzare domani anche quelle soluzioni che oggi
non sono realizzabili, se non per altro per ragioni strettamente utilitaristiche: i fatti
e gli avvenimenti accaduti e realizzati nei tempi recenti ci mostrano infatti, nel modo
più evidente, come le utopie di ieri possono facilmente trasformarsi nelle realtà di
domani.
Estratto da:
NUOVA INIZIATIVA ISONTINA
n. 2 - Settembre 1997 - Secondo Quadrimestre 1997