I SINDACI DI GORIZIA E NOVA GORICA A CONFRONTO
Il Comitato di Redazione, visto il tema del dossier, ha pensato di sottoporre agli attuali sindaci delle comunità di Gorizia e Nova Gorica alcune domande, le stesse per entrambi, per vedere in quale traiettoria si stanno muovendo oggi le rispettive amministrazioni comunali. Ringraziamo sentitamente Gaetano Valenti, sindaco di Gorizia e Crtomir pacapan, sindaco di Nova Gorica, per aver accettato di rispondere alle nostre domande.
DOMANDA: Gorizia e Nova Gorica sono state protagoniste soprattutto negli anni 60 e 70 di una grande apertura alla reciproca collaborazione che ha disegnato le strade della nuova Europa che adesso si sta realizzando; questo ruolo sembra adesso venir messo in discussione, con una speculare perdita di importanza complessiva delle due città nel rispettivo contesto nazionale. È corretta questa analisi e quali le cause?
VALENTI: Ritengo che il ruolo di
Gorizia e di Nova Gorica, paradossalmente, sia oggi ancor più importante di ieri.
Lintegrazione europea non ha bisogno, infatti, per essere realizzata solamente della
moneta unica, ma di un coinvolgimento diretto delle comunità locali, le cui genti devono
essere protagoniste e non spettatrici degli avvenimenti che le riguardano: vogliamo
unEuropa dei popoli e non solo dei governi.
È proprio per attivare lattenzione su questo fondamentale aspetto che le
Amministrazioni comunali di Gorizia e di Nova Gorica si sono rivolte, congiuntamente, lo
scorso anno, allUnione europea, che ha immediatamente recepito le istanze presentate
dai sindaci delle due città, miranti ad evitare che i prevedibili contraccolpi derivanti
dallentrata in Unione europea della Slovenia possano condizionare negativamente
leconomia della fascia transfrontaliera, creando tensioni sociali difficilmente
controllabili.
Il Parlamento europeo ha addirittura ritenuto di dover approvare un provvedimento
specifico di sostegno a questarea.
Ciò che risulta inverosimile è il fatto che mentre lUnione europea ha ben capito
la specificità culturale, sociale ed economica di questa realtà e lha voluta
mettere sotto osservazione, Gorizia e Nova Gorica si trovano a vivere una grave e
incomprensibile marginalità nei rispettivi contesti nazionali, anche se va detto, per
quanto riguarda lItalia, che ad essere considerata marginale è tutta la Regione
Friuli Venezia - Giulia.
Per sensibilizzare i due governi, io e il sindaco di Nova Gorica Crtomir pacapan
abbiamo inviato una richiesta congiunta dincontro ai presidenti dei consigli
italiano e sloveno Romano Prodi e Janez Drnovsek, richiesta alla quale stiamo attendendo
una risposta.
PACAPAN: Sicuramente i passi attuati negli anni 60 e 70 per avvicinare le due città sono stati molto importanti, infatti fino ad allora praticamente non cera stata molta collaborazione. Gli odierni piccoli spostamenti nei rapporti sono perciò meno percepibili, in quanto contribuiscono soltanto a completare e realizzare lidea di base della convivenza. Non concordo però con lanalisi di quanti affermano che entrambe le città hanno perso in importanza in ambito nazionale, forse qualcosa a livello amministrativo, per niente però in dimensione strategica; questultima inizia ora ad essere perseguibile. Gorizia e Nova Gorica hanno a mio avviso utilizzato solo il 40% della potenzialità del loro ruolo geografico. Tutto il resto può essere recuperato con un costante ed impegnativo lavoro.
D: Infrastrutture confinarie, strutture scientifico - culturali, Isonzo, ambiente e paesaggio, Università, Ospedali: sono tutti elementi sui quali si registra lesigenza di una comune volontà e strategia da parte delle due città, come occasione di comune sviluppo. Sono ipotizzabili ed in quali direzioni iniziative e progetti comuni?
VALENTI: Nellambito dellattività dellUfficio unico di riferimento di Gorizia e Nova Gorica, le due amministrazioni hanno già da tempo avviato una collaborazione concreta su diversi progetti e in particolare quelli riguardanti il settore culturale e ambientale come quello relativo al risanamento delle acque. Per ciò che concerne gli ospedali, sono dellavviso che una reale, qualificata e quindi produttiva collaborazione sarà possibile concretamente solo nel momento in cui Gorizia avrà risolto i problemi relativi alledificazione ospedaliera e alla qualificazione dei servizi.
PACAPAN: Abbiamo molto in
comune: lIsonzo, lambiente, luniversità, gli ospedali o, a dir il vero,
potremmo avere, perché la collaborazione a livello delle due città è gravata dalla
burocrazia statale. Se sottoponiamo ai reciproci stati un nuovo progetto, dalla proposta
alla successiva realizzazione trascorre molto tempo, nel momento in cui cerchiamo di
portarlo avanti da soli, siamo soggetti a critiche. I più recenti programmi
dellUnione Europea - PHARE, CROSSBORDER, INTERREG... - offrono molte possibilità
per ottenere fondi da Bruxelles ed in tal senso abbiamo già avanzato domande comuni. Si
tratta di programmi connessi alla tutela di Gorizia e Nova Gorica dalle esondazioni (il
progetto Pikol già in fase di realizzazione), alla costruzione dellimpianto di
depurazione a Vertoiba (inizio dei lavori nel 1998), il canale di scorrimento Corno -
Isonzo.
In fase di preparazione ci sono ancora diversi altri progetti: sottopasso sulla via
Erjavec, linee di trasporto urbano comune, misurazioni dellinquinamento atmosferico,
ecc. Così facendo la collaborazione si è spostata dal piano culturale e sportivo a
quello economico. E ciò rappresenta il più grosso risultato degli ultimi anni.
D: Risorse ed autonoma potestà sono
i due cardini sui quali si può fondare la concreta realizzabilità dei progetti di comune
interesse.
Quanto sono realistiche tali prospettive nei confronti dei rispettivi Governi Nazionali e,
daltro canto, delle Istituzioni Europee dopo il trattato di adesione della Slovenia
allUnione Europea?
VALENTI: È evidente che molto dipende dalla reale capacità dei due governi di capire limportanza di questa fascia transfrontaliera e dalla loro volontà di valorizzare, non solo a parole, lesemplare collaborazione tra le due città. Purtroppo mi sto rendendo conto, perlomeno per quanto riguarda lItalia, che lautonomia degli Enti locali, paradossalmente, anziché crescere, diminuisce. Lo dimostra lesperienza relativa alla scuola della Guardia di finanza e ai finanziamenti ad essa collegati.
PACAPAN: La Slovenia da
questanno è formalmente candidata allingresso nellUE. Entro il 2002
deve adeguare gradualmente tutta la sua legislazione a quella europea, ciò contribuirà
naturalmente ad eliminare alcune formalità anche tra gli Stati, nel settore doganale e
delle spedizioni. Tutto ciò rappresenta una nuova situazione per leconomia di
confine. Fortunatamente negli ultimi tempi si stanno costruendo con una certa velocità le
principali direttrici viarie - lautostrada Nova Gorica - Razdtro, di modo che questa
parte della Slovenia si troverà finalmente collegata con i paesi dellEst.
Nutriamo speranze anche nella prossima decisione in merito alla costruzione di un nuovo
collegamento ferroviario tra Italia e Slovenia. Ciò potrà rafforzare ulteriormente
limportanza delle infrastrutture del valico confinario di Vertoiba, che dovranno -
conseguentemente allentrata della Slovenia nellUE - riconvertirsi al fine di
essere in grado di fornire nuove forme di attività. Però, considerata la buona
collaborazione tra le due Amministrazioni comunali, riteniamo che anche in questo campo
non sorgeranno delle difficoltà.
D: La progressiva scomparsa del confine come barriera renderà più vivo ed immediato il rapporto tra le comunità delle due città: come intendete procedere per favorire lindispensabile consenso popolare su questa comune prospettiva che richiede il superamento di reciproche paure e diffidenze, legate anche a non dimenticate tragedie della storia recente di queste terre?
VALENTI: Ritengo che lidentità di una comunità vada sempre rispettata e salvaguardata in tutti i suoi aspetti, così come la sua volontà ed è per questo che le due città devono essere aiutate non a confondersi indistintamente luna nellaltra ma ad individuare dei precisi obiettivi comuni, come ad esempio quello relativo alla riconversione economica, per il raggiungimento dei quali le due comunità devono compiere uno sforzo unitario. Non ritengo quindi, in questottica, né percorribile né necessaria una unificazione delle due città, a meno che non ci sia una forte volontà popolare che vada in questa direzione, ma non mi sembra che oggi sussista questa condizione.
PACAPAN: La mia opinione in
merito alla convivenza di confine è nota. Più volte ho evidenziato che soltanto con il
rafforzamento dei legami economici saremo in grado di resistere a tutte le pressioni,
politiche e di altro genere, a cui potremo essere sottoposti. Se le due economie di
Gorizia e Nova Gorica saranno collegate tra di loro, scompariranno anche i traumi del
passato. Attraverso la volontà di conseguire un migliore standard di vita, sarà
possibile dimenticare tutti i piccoli rancori. Se diversamente, a causa di una crisi
economica, scaturiranno difficoltà economiche, si riapriranno anche le vecchie ferite.
Perciò liniziativa delle due città con i parlamentari europei si colloca in questa
direzione, affinchè si possa iniziare prima possibile la programmazione di nuove
attività capaci di riassorbire la perdita di molti posti di lavoro.
Speriamo che la comunità internazionale possa accordarci, in questo periodo di
transizione, delle agevolazioni fiscali, attraverso le quali la nostra economia possa
trarre vantaggi, rafforzandosi e passare quindi ad un nuovo ciclo di sviluppo. Anche
riguardo a tale prospettiva, alcuni dubitano nelle nostre possibilità di successo,
pertanto sarebbe più opportuno che gli stessi ci diano un aiuto, invece di ostacolarci.
Estratto da:
NUOVA INIZIATIVA ISONTINA
n. 2 - Settembre 1997 - Secondo Quadrimestre 1997